8 feb 2026

FEDERICO II E LA CROCIATA DELLA PACE

 

FEDERICO II E LA CROCIATA DELLA PACE - 2

 

RICCARDO DA SAN GERMANO (Cronista)

Stupor mundi, Federico, astuto, scaltro, estroso, colto, su di lui si tramandano miti e leggende popolari, sia nel bene che nel male. Le sue grandi, illustri imprese, non richiedon le mie lodi…perché note: quando alla battaglia discendeva, sospirando tremava il mondo intero. Sempre ai buoni fu difesa e amato dalla gente, tutto forza e coraggio, oltre ogni dir…potente! Gli erano soggetti campi e boschi, ogni terra e ogni mare, e un grande e poderoso esercito imperiale.

Di Federico II, nato a Jesi, nelle Marche, il 26 Novembre 1194, Re di Sicilia e del Sacro Romano Impero augusto Imperatore, oggi vi andremo dunque a raccontare… anticristo o del mondo lo stupore, ma certamente uomo straordinario…nipote del celebre Federico Barbarossa…figlio di Costanza d’Altavilla e di Enrico VI…dei quali rimase ben presto orfano, ereditando il trono a soli 3 anni.

PIETRO DA EBOLI

“O fanciullo tanto agognato, tu, sotto i migliori auspici nato, come il più grande dei tuoi antenati sarai stimato. Tu, o pargolo, sei il sole senza nubi, con te la terra si carica di messe, e gli alberi di ricchezze. Con te germoglia la pace, gli uccelli non avranno più paura dell’aquila, le mandrie del leone, e le greggi non temeranno più il lupo rapace. Vivi, fanciullo, decoro dell’Italia, fautore di una nuova età, astro destinato a splendere in eterno, restauratore del mondo e dell’impero!”

DANTE

Questa è la luce della gran Costanza, che del secondo vento di soave generò il terzo e l’ultima possanza”.

 

RICCARDO DA SAN GERMANO (Narratore)

Il piccolo Federico, rimasto dunque orfano, fu affidato a Papa Innocenzo III… visse a Palermo, città da mille e una notte, sospesa fra oriente e occidente…una capitale dove si mescolavano popoli, religioni e costumi tra i più diversi, circondata, come una collana preziosa intorno al collo di una bella giovinetta, da palazzi, da giardini e da moschee. Studiava, osservava la natura, gli animali, era completamente affascinato dalla caccia col falco. A 14 anni cominciò a governare da solo, lasciando un segno come pochi altri uomini nella storia dell’umanità. La sua energia vitale era incontenibile, la potenza del suo carattere leggendaria. Fu uomo colto e amante della cultura, parlava sei lingue, si circondò di poeti, filosofi e scienziati. Fondò a Napoli la prima Università statale del mondo occidentale, sancì l’autorità della Scuola Medica Salernitana e fece costruire numerosi castelli. Il 22 Novembre del 1220 Federico II fu incoronato imperatore nella basilica di San Pietro, incoronazione che nelle intenzioni del Papa doveva essere finalizzata al compimento della crociata.

IL PAPA

“Ora chiedo al buon imperatore, che s’è crociato per servire Dio, di mettersi in marcia con forza e vigore verso la terra dove nostro Signore si è sacrificato per amore, perché è senza speranza di salvezza chiunque manchi di fermezza vedendo come per noi Egli è stato immolato, e sulla croce inchiodato”.

RICCARDO DA SAN GERMANO

Ma guerre e impedimenti costrinsero l’imperatore a numerosi ritardi e differimenti. Con solenne giuramento Federico promise allora al Papa che sarebbe partito nel 1227, ma a Brindisi, città scelta per l’imbarco, dove si erano radunati più di mille cavalieri e numerosi pellegrini ansiosi di recarsi nella città santa per combattere in nome di Dio, scoppiò una terribile epidemia che causò la morte di tantissimi crociati, e lui stesso, poverino, si ammalò e fu costretto ancora una volta a non partire (e a ritirarsi a Pozzuoli, dove si trovavano rinomati bagni termali ricchi di virtù terapeutiche.)

PIETRO DA EBOLI

“Purga il polmone, libera dai pesi la milza, depura il fegato gonfio, libera dalla tristezza il petto gelido, purifica il ventre e lo stomaco generando appetito, rischiara la voce, toglie ogni dolore e dà quiete agli arti.”

RICCARDO DA SAN GERMANO

Ma, secondo voi, il Papa credette alla sua malattia? Certo che no! E allora cosa fece? Convinto che accampasse scuse, lo scomunicò pubblicamente per non aver tenuto fede al solenne giuramento.

PAPA

“Non tenendo fede alle promesse, rotti i vincoli ai quali era tenuto, Federico ha calpestato il timore verso Dio, disprezzato la riverenza verso Gesù Cristo, lasciato agli infedeli la Terra Santa, abbandonato l’esercito cristiano…attratto dalle consuete delizie del suo regno, mascherando con frivole scuse l’abiezione del suo cuore. Decretiamo dunque che nessuno, fermamente proibendolo con la nostra autorità, lo guardi come re o imperatore e stabiliamo che chiunque gli darà aiuto soggiaccia con lui al vincolo della scomunica.”

 

RICCARDO DA SAN GERMANO

Ma Federico, sperando di riguadagnarsi la benevolenza papale e soprattutto il ruolo di guida terrena che gli spettava in quanto Imperatore, una volta guarito e sebbene scomunicato, si pose la Croce sul petto e organizzò la partenza per la Crociata con un poderoso esercito, che avrebbe combattuto questa volta in nome di Dio e non dell’Imperatore, per non essere colpito a sua volta dalla scomunica papale. La flotta partì il 28 Giugno 1228 da Brindisi. Avendo precedentemente sposato la regina di Gerusalemme, Isabella di Brienne, dopo la morte di Costanza d’Aragona, sua prima moglie, Federico era nel frattempo diventato re di Gerusalemme. E fregiandosi anche di questo titolo arrivò in Terra Santa, dove avrebbe dovuto affrontare l’esercito del sultano di Babilonia Malik Al-Kamil, al quale era però legato da rapporti di amicizia. Ma voi sapete, certamente, che un proverbio dice… che mercanzia non vuole amici…e, se la posta in gioco è preziosa come l’oro…soldi e amicizia sono come acqua e olio!

Federico, pur avendo nel cuore proposte di pace, doveva la sua patita ben giocare… E ora ascoltate, state bene a sentire… e saprete presto come questa storia andrà a finire!

PRESENTAZIONE DELLA SCACCHIERA

Su questa grande scacchiera vedete dunque schierati, l’un contro l’altro armati, da un lato l’esercito dell’imperatore e dall’altro quello del sultano, pronti entrambi a combattere e per la loro fede anche a morire…ma non senza prima farci molto divertire!

FEDERICO II

In amicizia io ti saluto, Al-Kamil! Sono qui, con proposte di pace in nome di Gesù Cristo, che nel suo Vangelo dice: “Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a decidere se è opportuno lottare o se invece non sia preferibile inviargli un ambasciatore di pace?”

SULTANO

Salam Aleikum, Federico! Il tuo Vangelo però non aggiunge: “Gettate via le armi e rinunciate alla milizia! In realtà ciò che proibisce è la guerra fra voi cristiani, mentre per quanto riguarda tutti gli altri ritiene opportuno massacrarli. Il tuo Papa, che mercanteggia perfino le indulgenze alla grazia di Dio, quando si sentì minacciato non esitò ad abbandonarsi a massacri e alle torture più crudeli”

FEDERICO II

Non inferiore è la vostra arroganza! Uccidete gli infedeli, è scritto nel Corano, uccideteli ovunque li troviate! Il Paradiso è all’ombra delle spade, le fatiche delle guerre sono più meritorie delle preghiere e i prodi caduti sul campo di battaglia salgono al cielo più gloriosi dei martiri. Se ora combatteremo, i figli della Chiesa e i musulmani cadranno qui nel deserto…proprio come in questa partita a scacchi che ora andremo a giocare!

INIZIO PARTITA SULLA SCACCHIERA

1)DUELLO FRA GLI ALFIERI

ALFIERE CRISTIANO

Chi avrà grandi meriti davanti a Dio, sarà da Lui grandemente premiato. Per la sua gloria io, , ti sfido a duello…e se dovrò morire, grande sarà la mia ricompensa. Combatti, dunque, e sappi che Dio è con me!

ALFIERE MUSULMANO

Se la vita eterna è il tuo premio, sarai accontentato. Molto presto raggiungerai il tuo Dio, perché io ti ucciderò, e non avrò pietà!

2) AVANZANO I DUE RE, MA INVECE DI DUELLARE…

SULTANO

Cristiani e musulmani sono caduti, trafitti dalle spade. Lo spirito della guerra si è propagato ed essi ora salgono al cielo dei martiri.

FEDERICO

“A queste pratiche orgogliose di morte io preferisco la strada dell’incenso, dove carovane laboriose trasportano le spezie e la mirra, e le tribù opulente commerciano in cammelli e mercanzie. Le loro feste creano una tregua, poi al lume di un braciere celebrano nei canti le loro imprese”.

SULTANO

“Avere un nemico illuminato è una grande fortuna! E’ ora dunque che le rocce compatte ritornino a distillare il miele della pace e le valli a colmarsi di frumento. Tu, che sembri capace di conoscere fra due cose buone la migliore, hai aperto un varco nel mio animo. Dunque, se è pace che vuoi, pace sia, e nel nome del Dio comune che governa dall’alto di tutti i popoli Noi ti incoroniamo, Federico, Re di Gerusalemme, di Betlemme e di Giaffa, oltre che di Nazareth e della Galilea occidentale!”

RICCARDO DA SAN GERMANO

“Intona grida di giubilo e venera il nome del Signore, Gerusalemme, perché come il sublime Gesù un tempo, ora Federico imperatore si leva nel tuo splendore”!

Ma Federico venne indicato dal Papa come l’anticristo, per aver posto sul proprio capo la corona di Gerusalemme pur essendo scomunicato e per non aver sangue nemico profusamente versato… e dunque, per questo atto lesivo della Sua autorità temporale, venne ancora una volta scomunicato.

PAPA

“Ecco una bestia piena di nomi blasfemi, che infierendo con zampe d’orso e con fauci di leone, e nelle altre membra con forma di leopardo, apre la bocca per oltraggiare il nome divino, e non smette di assalire con simili dardi né il tabernacolo di Dio né i Santi che abitano nei cieli. Tu sei dannato, Federico, perduto per l’eternità! Tra la gloria terrena e quella eterna hai scelto la prima…hai voluto il potere, il successo, il piacere, mentre davanti a Dio l’umiltà è il più bell’ornamento. Forse il mondo ti darà un trono elevato…ma la tua anima brucerà all’inferno!”

FEDERICO

Chi credi di essere tu? Non sei che un uomo come tutti gli altri, fatto di ossa e di carne. Avrei potuto perdonare la tua vanità, se non avesse cercato di mortificare la mia! Impugni la fede, ma anch’essa non è che una vanità fra le altre e in più è l’arte di ingannare l’uomo sulla natura del mondo. Tu non hai vinto…e dunque non cantar trionfo. Le lodi, la gloria sono per me, Federico imperatore! Che cosa brilla di altrettanta luce quanto poter riempire il mondo col proprio nome e con la grandezza e, una volta spirato, continuare a vivere tra i posteri e conservare grande il proprio nome?

TOMMASO DI ECLESTON

E’ giusto smaniare per lodi, onore e gloria? Sono il nulla, fatto di male! Cose che rendono le anime orgogliose! Cos’è mai la vita, se non un’illusione effimera? E la gloria cui aspiriamo…non è forse chimera e nulla più? Tutto ciò che ci piace, che riteniamo eterno, con la morte come un sogno si dileguerà. Si parlerà ancora di noi, ma col tempo nessuno ci ricorderà e ciò che ora ci dà piacere scorrerà come un fiume.

Fuggiamo dunque la vanità, specchio di ogni vizio, che tanti ha travolto di quelli che non compresero che tutto un giorno sarebbe finito. Anche per te, grande Federico, giungerà il giorno del castigo, e tutti i tuoi grandi e bei castelli non serviranno a nasconderti alla morte. Grande casa, sarà grande fossa!!!

DANTE

“Oh, vana gloria de l’umane posse! Com’ poco verde in su la cima dura, se non è giunta de l’etati grosse!”

  VANITA’ DI VANITA’

TOMMASO DI ECLESTON

Federico morì nel suo castello in Puglia, a Castelfiorentino, il 13 dicembre 1250…”Non avevo mai visto tanta neve sull’Etna come quel giorno di dicembre…Mi ero recato sulle rive del mare per raccogliermi in preghiera, quando il cielo si oscurò. Poi, all’improvviso, un fragore spaventoso proveniente dalle viscere del vulcano scosse la terra e mi distolse dalla meditazione. Vidi, allora, un corteo impressionante di 5000 cavalieri ricoperti di elmi e corazza nere che scendevano lungo la fiancata della montagna verso la costa. Essi penetrarono nel mare. Chiesi ad uno di essi chi fossero. Egli mi rispose che erano la guardia di Federico…Sarebbero riemersi un giorno, in un turbinio di fiamme. Tutto questo accadeva sulle pendici dell’Etna…sede riconosciuta del diavolo!

  C’E’ UN RE

 


 

 

 

 

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