di storia locale
quest'oggi
vi voglio raccontare:
Rullo di tamburi
un eccidio efferato
nella nostra amata Eboli
un dì si è consumato,
sotto un arco
che più non esiste...
perché fu bombardato!
Rullo di tamburi
In cambio di fedeltà
alla corona reale,
il vicerè di Napoli
concesse ai feudatari
di poter i loro sudditi
angariare
con donativi e gabelle,
che più passava il tempo
più diventavan balzelli,
per i popolani poverelli...
Rullo di tamburi
Quando la tassa
colpì frutta e macinato,
il popolo di Napoli,
da Masaniello guidato,
si rivolto' esasperato.
In ogni città del Regno
ci fu gran confusione...
perché non si può
fermare
la Rivoluzione!
Era il 30 Luglio del 1647:
13 nobili che si erano riuniti
sotto l'arco,
vicino San Francesco,
vennero aggrediti
da popolani inferociti.
Fu un massacro
senza precedenti;
squarciarono l'aria
grida, urla, lamenti:
ma cieco è l'odio...
e la vendetta è sorda!
Rullo di tamburi
Avanti a voi
qui radunati
ecco alfin schierati,
qui radunati
ecco alfin schierati,
un contro l’altro armati,
da un lato i nobili,
dall’odio falciati,
e dall’altro
i popolani... infuriati
e di sangue assetati!
Il re nero, Giuseppe De Clario
e Carolina de Consolibus,
la sua regina bruna,
Vincenzo de Ragho, di anni 31,
Antonio e Geronimo Corcione
con Carlo de Clario,
Mario e Francesco Paolo de Iuliano
con Giuseppe de Mirto
e Tommaso Giordano,
Nicola Perretta, Antonio Campagna,
Francesco de Petrutiis,
Giacomo Antonio Novello,
Francesco Antonio Puppo
e Diego Marcangione.
Di contro: Vincenzo Abate, bottaro, Re bianco
con Lucrezia Schiavone, sua sposa e regina,
Donato Colangelo, bracciale,
così come Francesco Finiello,
Armenio Corrado e Paolo Belvedere,
Antonio Angeluzzo, negoziante
e Nicola Ruggiero, studente,
Gaetano e Vito Albano, gualani,
Giuseppe Fulgione, custode di campagna,
e il barbiere Gaetano Carbone,
Felice Paladino il carbonaio
con Nicola Cioffi, il molinaro,
Berbero Paroli, pizzicagnolo,
e infin Domenico Ruggiero,
lo speziale.
Rullo di tamburi
Su questa grande scacchiera,
in luogo di quel sangue
e di tutto quell' orrore
si muoveranno ora
popolani, contadini,
nobili, re e regine...
per un divertimento
senza fine!!!
Che si rida e che si canti,
nostra la vita è un breve tratto,
poi quel bene ci è sottratto.
Non siam dunque impudenti...
a divertirci
senza impedimenti!
……………………………………….
Conclusione
E dopo questa sfida
a singolar tenzone,
siamo alfin giunti
alla premiazione!
Rullo di tamburi
Onore al vinto
e gloria al vincitore,
perché insieme
c'hanno donato gioia,
divertimento ed emozione.
La storia c'ha insegnato
che in questo mondo,
impuro e schernitore,
certe volte
non ha scelta il cuore:
amare con ardore,
oppure odiare...
con furore!!!
Versi introduttivi che ho avuto il piacere di comporre in occasione del primo torneo di scacchi viventi che si svolgerà il prossimo 15 Luglio in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine e che avrà come tema l'eccidio dell'arco dei tredici. (Foto di Paolo Sgroia)




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