13 giu 2017

Arco dei 13

Una triste pagina
 di storia locale
quest'oggi
 vi voglio raccontare:


Rullo di tamburi

un eccidio efferato
 nella nostra amata Eboli
un dì si è consumato,
 sotto un arco
 che più non esiste...
 perché fu bombardato!

Rullo di tamburi

In cambio di fedeltà
 alla corona reale,
 il vicerè di Napoli
 concesse ai feudatari
 di poter i loro sudditi
 angariare
con donativi e gabelle,
 che più passava il tempo
 più diventavan balzelli,
per i popolani poverelli...

Rullo di tamburi

Quando la tassa
 colpì frutta e macinato,
il popolo di Napoli,
 da Masaniello guidato,
 si rivolto' esasperato.
 In ogni città del Regno
 ci fu gran confusione...
 perché non si può
 fermare
la Rivoluzione!

Era il 30 Luglio del 1647: 
13 nobili che si erano riuniti
 sotto l'arco,
 vicino San Francesco,
vennero aggrediti 
da popolani inferociti.
 Fu un massacro
 senza precedenti; 
squarciarono l'aria 
grida, urla, lamenti:
 ma cieco è l'odio...
 e la vendetta è sorda!

Rullo di tamburi
Avanti a voi
qui radunati
 ecco alfin schierati,
un contro l’altro armati,
da un lato i nobili,
 dall’odio falciati,
e dall’altro 
i popolani... infuriati
 e di sangue assetati!
Il re nero, Giuseppe De Clario 
e Carolina de Consolibus,
 la sua regina bruna, 
Vincenzo de Ragho, di anni 31, 
Antonio e Geronimo Corcione
 con Carlo de Clario, 
Mario e Francesco Paolo de Iuliano
 con Giuseppe de Mirto
 e Tommaso Giordano, 
Nicola Perretta, Antonio Campagna,
 Francesco de Petrutiis, 
Giacomo Antonio Novello,
Francesco Antonio Puppo
 e Diego Marcangione.

Di contro: Vincenzo Abate, bottaro, Re bianco
con Lucrezia Schiavone, sua sposa e regina, 
Donato Colangelo, bracciale, 
così come Francesco Finiello, 
Armenio Corrado e Paolo Belvedere,
 Antonio Angeluzzo, negoziante
e  Nicola Ruggiero, studente,
 Gaetano e Vito Albano, gualani, 
Giuseppe Fulgione, custode di campagna,
 e il barbiere Gaetano Carbone, 
Felice Paladino il carbonaio 
con Nicola Cioffi, il molinaro, 
Berbero Paroli, pizzicagnolo, 
e infin Domenico Ruggiero, 
lo speziale.

Rullo di tamburi

Su questa grande scacchiera,
 in luogo di quel sangue
 e di tutto quell' orrore 
si muoveranno ora
 popolani, contadini,
 nobili, re e regine...
 per un divertimento
 senza fine!!!
Che si rida e che si canti,
 nostra la vita è un breve tratto,
 poi quel bene ci è sottratto. 
Non siam dunque impudenti... 
a divertirci
 senza impedimenti!


                                                 ……………………………………….



Conclusione

E dopo questa sfida
 a singolar tenzone, 
siamo alfin  giunti 
alla premiazione!

 Rullo di tamburi

Onore al vinto
 e gloria al vincitore,
 perché insieme
 c'hanno donato gioia,
 divertimento ed emozione.
 La storia c'ha insegnato 
che in questo mondo,
 impuro e schernitore,
 certe volte
 non ha scelta il cuore: 
amare con ardore, 
oppure odiare...
 con furore!!!



Versi introduttivi  che ho avuto il piacere di comporre in occasione del primo torneo di scacchi viventi che si svolgerà il prossimo 15 Luglio in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine  e che avrà come tema l'eccidio dell'arco dei tredici. (Foto di Paolo Sgroia)

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
10:43:00 PM / by / 0 Comments

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