17 dic 2023

EBOLI NEL CUORE - IN COLLEGIO


Al ritorno di mio padre dalla Germania lasciammo dunque la casa nel centro antico di Eboli e ci trasferimmo a Bologna, dove entrambi i miei genitori trovarono un lavoro. Quando partimmo io avevo compiuto da poco sei anni e avevo iniziato a frequentare la prima elementare da qualche settimana, mentre mio fratello era in terza elementare. Per assicurarci la frequenza ed evitare di lasciarci per lungo tempo da soli in casa, mamma e papà ci sistemarono in due collegi separati ma molto vicini fra loro, ad Imola… io dalle suore e Vito dai frati.
Dal giorno in cui arrivai in collegio e incontrai la Madre Superiora cominciano i ricordi più nitidi della mia infanzia. Quelli precedenti, almeno i più importanti, mi venivano raccontati da mio fratello che invece aveva una memoria eccezionale e ricordava per filo e per segno tutto ciò che gli era capitato fin da molto piccolo.
Quando mi separai da mia madre mi crollò il mondo addosso. Mi sentivo abbandonata, timorosa, infelice, nonostante l'incontro con la Madre Superiora fosse stato piacevole e nonostante le rassicurazioni che sarei dovuta rimanere lì per poco tempo e che avrei ricevuto ogni fine settimana la visita dei miei genitori.
Fui presa per mano da una suora, Suor Angelina, che scoprii in seguito essere la più buona e gentile di tutte le altre, e accompagnata in una sala, dove di lì a poco sarebbero arrivate le bimbe ospiti del collegio, di ritorno dalla scuola che si trovava poco distante. C'era una grande scatola e fui invitata ad entrarvi.
"Resta qui dentro, da brava, e cerca di non muoverti… – disse suor Angelina -. Quando dirò alle altre bimbe che possono avvicinarsi ed aprire la scatola, ti alzerai in piedi e griderai: -Sorpresa!”- Saranno così felici di avere una nuova compagna e tu ti troverai certamente bene qui con loro…vedrai. Non temere! Io dirò che qualcuno, un benefattore, ha consegnato una bellissima bambola con cui possono giocare. Immagina il loro stupore quando invece di una bambola si ritroveranno una nuova compagna, una bambina in carne ed ossa. Dai, sorridi...è un bel giorno anche per te!"
Mi sembrarono davvero interminabili quei minuti in cui, piegata su me stessa, aspettavo la “parolina magica” per potermi mostrare a quelle che sarebbero state le mie compagne per un intero anno...il mio primo anno scolastico.
Il cuore batteva all'impazzata quando sentii il vocio accompagnato da passi sempre più vicini. Al grido "Sorpresa!" mi alzai in piedi e smarrita mi guardai intorno: un girotondo di bambine sorridenti mi accolse gioiosamente...ed io riuscii a sorridere e ad attenuare seppure in minima misura la mia tristezza.
La vita all'interno del collegio era del tutto diversa da quella a cui ero abituata a casa mia. Si mangiava tutte insieme e non si poteva certamente scegliere cosa, si dormiva in camere molto grandi con tanti letti allineati e non c'era la mia mamma che veniva a darmi il bacio della buonanotte, ma una suora che passava per tutte le camere a spegnere le luci e a dire che era ora di dormire. La mattina, dopo colazione, si scendeva nella cappella ad ascoltare la Santa Messa in una lingua che non conoscevo e che scoprii essere il latino (col tempo imparai tutte le preghiere da recitare).
Le docce si facevano con l'aiuto delle suore ed io, che ero una bambina molto timida e riservata, provavo vergogna e un grandissimo imbarazzo. Avevamo una bella divisa: gonnellina a pieghe e giacca blu con camicia e calzini bianchi. Dopo la messa tutte in fila raggiungevamo la scuola poco distante dal collegio ed ognuna entrava nella propria classe…
Ma quella della scuola è tutta un'altra storia, che a breve vi racconterò...
Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 4 persone, bambino e strada
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Antonio Greco e Natale Cacciottolo

6:22:00 PM / by / 0 Comments

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