C'ERA UNA VOLTA 2
Scorre il tempo
e tra immagini e rimpianti
la vita riavvolge il nastro...
e su ogni fotogramma
mi regala un incanto.
Cristalli di memoria
i ricordi di bambina,
frammenti di vissuto
in strade e vicoli ora silenti,
trasudati dallo scorrere del tempo...
Io sono nata
“for’ ‘o Pennino
con l’aiuto della famosa ostetrica
Orsola Gammino
che, come me,
ha fatto nascere in casa
mille e più
bambini.
In quel
quartiere, come in altri
del centro
antico, trovavi il necessario
in negozi,
botteghe, attività che,
come ho già scritto,
erano il cuore pulsante
della nostra amata città.
Parlo di negozi di alimentari, (fra i quali quello dei cari La Torraca Alfredo e Carmelina, proprio vicino al portone di casa mia, dove perfino il tozzabancone mi mandava a comprare una mia cara zia),
e poi di macellerie (fra cui quella di Cosimo Sgroia), latterie( come quella di Bonavoglia Geremia)
panetterie (ricordo con grande affetto quella della mia maestra Matonti)
e giusto due passi più in là trovavi sarti, falegnami e calzolai,
canestrai, come il Sig. Antonio in questa storica foto,
barbieri e tabaccai (Raso, la famosa tabaccheria di Vernosce consegnata di generazione in generazione e aperta ancora oggi, dove trovi sempre cortesia e buona educazione)
E di certo
non mancavano cantine ed osterie
per mangiare
e bere insieme in allegria!
Scendendo
verso la Piazza e sul Viale
bellissimi vetrine potevi poi ammirare:
di tessuti e
abbigliamento (Visconti, Gaudieri,Nastri e Protopapa, La Porta, Dell’Orto, Rocchino Caprio, Pallante)
fotografi ( Gallotta,Bergamo, Cimmino,Sorrentino)
gioiellerie (Cataldo, Mari, Del Plato,Barone, Di Mieri)
cartolibrerie
( D'Amore, Accarino, Spinelli, San Martino)
mercerie (La Corte, Tucci)
giocattolerie ( il mitico negozio di Angelo Bentivenga era tappa obbligata dei bambini di quel tempo)
pasticcerie, come quella del bravissimo Vincenzo Daniele,
e poi bar e gelaterie (Universal, Vitolo, Pendino, Sport, D'Ambrosio,La Fatina, Matteo e Girolamo Ginetti)
A tal proposito, chi non ha
mai assaggiato
il “bacio
olandese” del Bar Pendino,
un gelato
giustamente rinomato?
O la famosa “Santa
Rosa” di Ginetti
dove si
fermò finanche il Principe Umberto?
Ed era speciale poi il rapporto
tra clienti
e commercianti di una volta…
non freddo ma amichevole,
improntato
su fiducia, su rispetto
e dove spesso
si pagava anche “a libretto”!
Ora,
camminando per le strade della città,
mi piange il
cuore a veder chiuse,
ormai perdute, tante attività.
Un triste
letargo ora ti avvolge,
o terra, adorata mia terra…
ma io
aspetterò con te un tempo migliore
standoti
vicina…e amandoti sempre…
con tutto il mio cuore!



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