29 giu 2023

ROBERTO IL GUISCARDO E L'ASSEDIO DI SALERNO

 

          ROBERTO IL GUISCARDO E L’ASSEDIO DI SALERNO

                                      SCACCHI VIVENTI 2023

 

VOCE NARRANTE: AMATO  DI MONTECASSINO   (CRONISTA)  *

*(AUTORE  DELL’HISTORIA NORMANNORUM, raccontò le vicende del lungo assedio con dovizia di particolari ed aneddoti evocativi. L’opera originale in latino andò perduta e ci è pervenuta attraverso una traduzione quattrocentesca in francese antico, tradotta poi in italiano dall’edizione critica di V. De Bartholomeis)

                        

Nell’XI secolo l’Italia vide il sorgere delle potente monarchia normanna che riuscì ad unificare sotto il proprio dominio le regioni meridionali, dopo gli inutili tentativi fatti dai Longobardi e dagli Imperatori tedeschi.

I Normanni erano una popolazione germanica originaria della Scandinavia e della Danimarca, erano quegli stessi Vichinghi che con audacia, sulle loro agili imbarcazioni, si spingevano alla ricerca di nuove terre arrivando fino all’Islanda, alla Groenlandia, nel cuore della Russia ed anche in America del Nord, dove sono stati ritrovati resti delle loro navi.

Ma questi “uomini del Nord” si insediarono anche al sud dell’Europa, in Francia, dove ottennero un feudo, la Normandia, che da loro prese il nome.

Una spedizione normanna, al comando di Roberto e Ruggero d’Altavilla, figli di Tancredi, giunse in Italia meridionale e si stanziò in Puglia, sul monte Gargano, dopo aver sconfitto le truppe bizantine. Per il loro indiscusso valore essi seppero primeggiare e dar vita al glorioso regno normanno in Italia.

I Duchi di Napoli e i Principi di Salerno si servirono spesso dei Normanni per conquistare nuove terre e per ricompensarli  il principe di Salerno, Guaimario IV, assegnò loro le terre di Puglia. Proprio qui, alla morte del duca Umfredo, Roberto d’Altavilla con i suoi intrighi (era infatti un uomo molto scaltro ed astuto, perciò soprannominato il Guiscardo)  riuscì ad accaparrarsi il trono e a farsi eleggere duca.

Poi, per consolidare il suo ducato, pensò d’imparentarsi col Principe di Salerno, città che con Guaimario IV aveva raggiunto un periodo di massimo splendore economico e politico del principato longobardo, nonché di grande sviluppo della famosa Scuola Medica Salernitana, dove giungevano persone provenienti da tutta Europa , sia ammalati, sia studenti che studiosi. Era una scuola anche femminile, di cui fu sicuramente protagonista la prima donna medico della storia, Trotula De Ruggiero.

                                              

TROTULA DE RUGGIERO

“Madre, insegnami a vedere la luce delle stelle,

insegnami a vedere la verità nel dettaglio

e a chiarire i misteri

affinché io possa condividere queste visioni

con ogni credo e razza.

Custode di tutte le dimensioni,

io cerco le tue vie di Medicina

per realizzare le mie visioni,

vedendo la verità che è in me.”*

 

* Preghiera WICCA da “MEMORIE DI UNA STREGA di GIOVANNA  IAMMUCCI

 

Il mio nome è Trotula De Ruggiero e sono nata a Salerno da nobile famiglia di origine  normanna. Grazie alle mie origini e alle disponibilità economiche e culturali della mia famiglia  ho avuto accesso alla Scuola Medica dopo anni di preparazione privata. I miei studi e le mie opere sono rivolte principalmente alle donne…alle gravidanze, ai parti e alle cure dei neonati. Ho fatto nascere centinaia di bambini e salvato la vita a molte madri. Sapete, i  problemi di noi  donne non sono mai stati  tenuti in grande  considerazione dai cari dottori  maschi, che hanno sempre accettato  passivamente che dobbiamo partorire con dolore, pensando  addirittura che la morte per parto ci garantisca  il Paradiso.  E così , nel corso dei secoli  le donne  hanno  cercato di aiutarsi  fra di loro e anche  con levatrici  ed erbe mediche, e per questo sono state  spesso  emarginate e perfino perseguitate come streghe. Ma qui a Salerno, città colta e abituata alla ricerca del sapere, le donne  possono  accostarsi  allo studio della Medicina, ed è quello che io ho fatto, cercando di trovare rimedi a tanti  problemi… dalla sterilità  alla contraccezione, dall’igiene all’alimentazione, dalla cura dei neonati  a quella delle mamme, ed ho anche pensato a rimedi cosmetici per la cura dell’estetica dei corpi femminili…E in caso di necessità  ho imparato a ridare a una donna una parvenza di verginità.  

E di questi tempi (inchino) …scusate se è poco!*

*FONTI: TROTULA DE RUGGIERO pdf unitelbiassono.it

 

 

VOCE NARRANTE: AMATO  DI MONTECASSINO

Per imparentarsi dunque col Principe di Salerno Gisulfo II, erede di Guaimario IV, massacrato durante una congiura ordita dagli amalfitani, Roberto il Guiscardo ripudiò sua moglie Alberada, dalla quale aveva avuto due figli, (Emma d’Altavilla e Boemondo, che fu principe di Taranto e poi principe di Antiochia) e sposò Sichelgaita ( 1058), sorella di Gisulfo, “donna nobile per nascita, bella fisicamente e saggia di mente”, raffinata, intellettualmente e personalmente capace di condurre sottili  giochi  politici e diplomatici e dirigere regìe occulte con mano sicura e leggera.

 

SICHELGAITA:

Sono Sichelgaita di Salerno, principessa longobarda, amata figlia del compianto Guaimario IV e sorella del principe Gisulfo II. Sono stata educata nei monasteri femminili e ho studiato anche l’arte medica presso la Scuola Salernitana, dove ho conosciuto Trotula De Ruggiero, divenendone  amica.

Ho sposato Roberto d’Altavilla, grande condottiero, che seguo spesso  nelle sue guerre di conquista ed anche sui campi di battaglia. Per questo, oltre che per il mio carattere forte, mi definiscono “la Principessa guerriera”, o anche la  nuova  Pallade  Atena.

Il mio amato sposo  è uomo d’arme, possente e a volte rozzo. Dicono che sia spietatamente ambizioso e violento… ma di me ha molta considerazione,  tiene in gran conto i miei saggi consigli  soprattutto per quanto attiene al suo rapporto con la Chiesa e con il Papa…e confido che similmente faccia anche quando,  rotta l’alleanza con mio fratello Gisulfo, porrà sotto assedio Salerno, la mia amata città.*

 

*FONTI: SALERNO:” LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SICHELGAITA” – SALERNO TODAY.

“SICHELGAITA DI SALERNO”  WIKIPEDIA

 

 

NARRATORE  (AMATO  DI MONTECASSINO)

 

Ma Sichelgaita e Trotula  frequentavano anche la contessa normanna Emma de Ala, signora della nostra Evoli, vedova di Raone Trincanotte e poi di Guimondo dei Mulisi.

La contessa Emma de Ala si distinse per la sua dedizione alla ristrutturazione di castelli e mulini, per le sue ottime relazioni  con nobili, abati e per la sua generosità verso la Chiesa,  ma anche per le sue frequentazioni con altre donne importanti dell’epoca  che, proprio per il loro spessore, sono passate alla storia…e fra queste, per l’appunto,  la principessa Sichelgaita  e Trotula De Ruggiero.

Ma ascoltiamo cosa ci dice…con la sua nobile voce

 

EMMA DE ALA

 

Il mio nome è Emma de Ala, contessa normanna , signora di Evoli. Sono arrivata  qui col mio primo, amato marito, Raone Trincanotte,   quando  gli sono state donate da Gisulfo II, principe di Salerno, intere colline con sorgenti, campi coltivati,  boschi e una villa romana a Montedoro, riportata dalla nostra  gente al suo antico splendore per essere per noi una confortevole dimora.  Al nostro seguito  tanti normanni,  uomini, donne e bambini che ben si sono adattati  ad un  clima così mite e a questa che hanno sentito subito essere  la loro terra promessa. Con pietre e legname dei boschi di Montedoro hanno costruito  piccole fortezze, a formare un villaggio dove prima c’era quel che rimaneva delle ville dei romani.

Sulla collina sorgono poche case in muratura  abitate da artigiani  e dalla piccola nobiltà di  Evoli, e altre abitazioni  costruite con materiale  preso dalle fornaci e dall’antica Via Popilia.

 

E poi c’è il castello…quel  castello  fino a poco tempo fa occupato dai Longobardi, che con le sue mura alte  e la torre  imponente ha sempre affascinato  me e tutta la mia gente… quel castello  dove mi sono trasferita come contessa di Evoli col mio secondo marito Guimondo III De Mulisi, normanno,  che l’ha avuto in dono da Guglielmo d’Altavilla, sposo della principessa longobarda Maria, per la fedeltà dimostratagli nelle innumerevoli battaglie combattute al suo fianco.

 

Ai piedi del castello  l’altra Evoli,  quella  dei vicoli stretti, delle case povere, fatte di  muri di legno, paglia o canne impastate con l’argilla, con un unico ambiente, dove spesso si dorme a terra o su pagliericci pungenti.

Nonostante l’odore di povertà diffuso e dilagante, io  ho subito amato questa terra e tutta  la sua gente, dignitosa e resiliente!

Fuori  dalle mura vigne e poi boschi, attraverso  i quali amo cavalcare sul mio  nobile destriero , per arrivare qualche volta anche fino al mare. Vado spesso a Salerno, città di cui fin da piccola sentivo raccontare meraviglie, dove ho familiarizzato con donne straordinarie, tra cui Trotula de Ruggiero e la fiera principessa longobarda , nonché contessa normanna,  Sichelgaita *

 

*Fonti : “EMMA DE ALA” UNA CONTESSA NORMANNA NEL MERIDIONE D’ITALIA - di MARIA ROSARIA PAGNANI.

“EBOLI TRA CRONACA E STORIA”  di COSIMO LONGOBARDI

 

 

 

 “Quei di Salerno il lor lunato golfo,
gli archi normanni, tutta bronzo e argento
la porta di Guisa e di Landolfo
aveansi in cuore, e l’arte e l’ardimento,
onde tolse lo scettro ad Alberada
Sichelgaita dal quadrato mento”.*

 

*(Poesia di Gabriele d’Annunzio)

 

VOCE NARRANTE: AMATO DI MONTECASSINO

 

Grazie al  matrimonio con Sichelgaita, da cui sarebbero nati  otto figli, l’illustre nome di Roberto cominciò a diventare più prestigioso e si suggellò l’unione fra l’ultimo scampolo dei Longobardi nel meridione e la nuova potenza dei Normanni.

Nel concilio di Melfi del 1059, egli venne riconosciuto Duca di Puglia e Calabria e poi di Sicilia,  ottenendo l’investitura dal Papa Nicolò II.

I Normanni cessarono allora di essere vassalli e vennero riconosciute tutte le loro conquiste, in cambio di un giuramento di fedeltà al papato.

 

VERSI

 

Roberto il Guiscardo

del mondo era il terrore…

alto, bello, vigoroso,

occhi di fuoco, fisico aitante,

lunghi capelli e barba fluente,

fu più scaltro di Ulisse

e di Cicerone più eloquente,

ma con la spada e con la lancia

fu feroce combattente.

Si dice che firmasse con un segno di croce,

e che simile al tuono fosse la sua voce!

Per consolidare il potere della sua casata

ripudiò la prima moglie Alberada

e sposò la principessa longobarda Sichelgaita,

che del Principe di Salerno Gisulfo era sorella,

ben educata, nobile, saggia e molto bella.

 

VOCE NARRANTE: AMATO  DI MONTECASSINO

Quando Gisulfo, per vendicare la morte del padre, riconquistò Amalfi, gli Amalfitani chiesero aiuto a Roberto il Guiscardo. Questi, che da tempo sognava di allargare i suoi domini e conquistare il principato di Salerno, promise il suo appoggio.

Incurante di dover combattere contro suo cognato, ordinò alla sua flotta di occupare il porto di Salerno nel mese di maggio del 1076 e lui stesso, alla testa del suo esercito composto di normanni, greci, musulmani ed italiani marciò, via terra, alla volta di Salerno.

Giunto ad Eboli, vi pose il suo accampamento…e la guarnigione della nostra città lo accolse con benevolenza.

La permanenza nella nostra terra durò oltre 4 mesi, durante i quali Roberto il Guiscardo preparò l’assalto finale alla città di Salerno. Esercito ed animali vennero riforniti del necessario dagli abitanti, ben felici di rendersi utili …e perfino un contingente di ebolitani si unì ai Normanni nella battaglia.  Roberto fu molto riconoscente verso Eboli, “cui concesse larga autonomia e ne delimitò il territorio fissandone i confini tra il vallone di Santa Maria la Nova ed Ausella, il Sele ed il Tusciano, fino a raggiungere, verso mezzogiorno, il mar Tirreno e a nord il monte Sant’Elmo o Sant’Eramo”. 

Ma oltre a ciò fece un solenne giuramento…

 

ROBERTO IL GUISCARDO

 

In questa terra benedetta dal Signore, Evoli, ridente e fertile, io, Roberto d’Altavilla, Conte di Puglia e di Calabria, prometto solennemente che eleverò un grande e santo tempio alla saggezza di Dio e alla santificazione di questa città, che sarà mirabile e glorioso… in cagione della devozione dei suoi abitanti a me e alle mie truppe, rifornite del necessario per tutti i lunghi mesi dell’assedio alla città di Salerno.

Prometto inoltre che il castello  verrà  completamente  ristrutturato, a gloria  perenne della potenza  normanna e a simbolo della fedeltà a me dimostrata.

 

Ed è proprio tale assedio che andiamo a rappresentare

qui ed ora, su questa grande scacchiera,

dove vedete schierati l’un contro l’altro armati

da un lato il Principe Gisulfo e i suoi soldati

con forti scudi, spade e lance acuminate,

e dall’altro il prode Roberto, la sua consorte Sichelgaita

e i loro fidi guerrieri normanni, italiani ed anche stranieri…

tutti pronti a combattere ed anche a morire…

ma non senza prima farci molto divertire!

 

PARTITA A SCACCHI CON MOSSE IN VERSI

 

DURANTE LA PARTITA

1)DIALOGO FRA ROBERTO IL GUISCARDO E GISULFO

 

Roberto il Guiscardo

 

“Io credevo, per la parentela che strinsi con te, che il mio onore ne sarebbe stato accresciuto, e che tu mi saresti stato di aiuto, non soltanto nel difendere la mia terra, ma anche nell’aiutarmi a conquistare nuove terre. Senza la tua impazienza e arroganza, e se non avessi disatteso il mio servizio, su tutti gli altri principi tu avresti potuto elevarti; E invece in tutto mi avevi in odio, e non volesti accogliermi come tuo cavaliere. E io ti chiesi la pace per quelli di Amalfi, e non volesti concederla  né per mia preghiera né per altri ammonimenti.  E ora, per la grazia di Dio, io darò la pace a quelli di Amalfi ed anche a quelli di Salerno, che conquisterò…e non avrò pietà!”*

 

Principe Gisulfo:

 

“Ah, tu mi hai esposto al vituperio di tutti; e vuoi distruggere me e la mia gente. Non avresti dovuto di certo considerare la parentela dei Normanni, ma la mia parentela, che ci aveva uniti assieme, avendo tu sposato mia sorella!  E ora mi vuoi scacciare dall’eredità di mio padre, tu… che avresti dovuto invece farmi conquistare nuove terre.  Ma io e la mia città resisteremo e nelle tue terre ti ricacceremo…o meglio ancora, ti distruggeremo!”*


*( da  “HISTORIA NORMANNORUM” di Amato di Montecassino)

 

CONTINUA LA PARTITA SULLA SCACCHIERA…

 

2)DUELLO  FRA SICHELGAITA E ALFIERE DI GISULFO

 

SICHELGAITA

Ritengo sia virtù combattere ed esporsi alla morte per l’importanza di una causa! E’ giunta l’ora di riprendermi ciò che mi appartiene…Avanzi dunque il più valoroso dei soldati e mi affronti in duello… se ne ha il coraggio!

 

ALFIERE DI GISULFO

Per il mio Principe senza indugio io combatterò contro di voi, che vi siete schierata con questo esercito venuto da lontano per distruggere ciò che siamo e portarci via la città che amiamo!

 

3) FINE PARTITA CON DUELLO FRA I RE

 

ROBERTO IL GUISCARDO

 

C’è qualcuno disposto a combattere per porre fine a questo lungo assedio? Non c’è nessuno? Siete dunque dei codardi? Io sono pronto! Su, chi si fa avanti?

 

GISULFO

Sfinito è ormai il popolo, debilitato dalla fame, dal lungo digiunare…eccomi, or dunque ! Sono pronto a combattere, per poterlo salvare!

       

FINE DELLA PARTITA CON LA VITTORIA DI ROBERTO IL GUISCARDO

 

VOCE NARRANTE: AMATO DI MONTECASSINO

 

Ribolliva d’ira il cuore del Duca verso il Principe Gisulfo…stava per ucciderlo, per porre fine alla sua vita…ma ecco che Sichelgaita, la sua fiera e nobile sposa,  lesta gli si avvicina, pregandolo  di essere pietoso…

 

SICHELGAITA

 

Mio sposo e signore,

tu che accogli tanta gente

che viene a te fidente,

la tua  consueta  pietà

ben conoscendo,

abbi misericordia, ti prego,

per questo mio fratello…

che abbia salva la vita

da questo tragico duello!

 

VOCE NARRANTE: AMATO  DI MONTECASSINO

 

La grazia della pietà sciolse allora  il cuore del Duca che su preghiera della moglie Sichelgaita concesse salva la vita non solo a Giusulfo  ma anche agli altri suoi fratelli.

 

“E vennero i fratelli di Gisulfo, e come fu loro ordinato, Landolfo rese i castelli di Sanseverino e Policastro, e Guaimario rese quello del Cilento. E così ebbero fine tutte le dispute. E Gisulfo giurò che non avrebbe mai più richiesto, per sé o per altri, il Principato di Salerno.  

Sichelgaita, per ordine del Duca, gli regalò molte cose, e il Duca gli diede mille monete bisanti, cavalli e muli. E quindi Gisulfo fu privato del Principato suo e dei suoi antenati, e se andò presso il principe di Capua Riccardo, e fu  gentilmente ricevuto, e onorevolmente ospitato”.

 

ROBERTO IL GUISCARDO

 

Non credevo di poter  essere  magnanimo  e  così inaspettatamente generoso  con chi si è dimostrato tanto ostile verso di me!  Di solito… non ho nessuna pietà dei miei nemici! Ma lo dovevo alla mia sposa…e d’altronde …io sono  il grande e potente Roberto il Guiscardo, terrore del mondo, e ho potere assoluto di vita e di morte sui miei nemici!  Non c’è altri al mondo che possa stare alla mia pari, se decido  chi deve vivere e chi invece  deve morire! 

 

ALL’MPROVVISO SI ODE UNA VOCE…

 

E non sai quanto ti sbagli!  Tu credi di avere potere di vita e di morte su ogni uomo… eppure c’è chi di te è più forte e crudele…qualcuno davanti al quale anche tu dovrai chinare la testa!

 

ROBERTO IL GUISCARDO : Chi sei tu che ti rivolgi a me con siffatta arroganza e osi mancarmi di rispetto? Dove sei?  Mostrati or dunque, affinché io possa farti pagare cotanto ardire!

 

LA MORTE

Io sono la signora e padrona di tutti gli uomini, e di certo non ti temo, benché tu ti creda onnipotente.

Non hai capito chi sono? Guardami,  allora… cosicché ti sia ben chiaro chi fra noi è più forte!

 

CANZONE  DI ANGELO BRANDUARDI “IO SONO LA MORTE”

 

ROBERTO IL GUISCARDO

No, non è possibile! Non può essere questo il mio momento! Ho combattuto, vinto, non posso e non voglio seguirti ora…mi aspettano nuove battaglie, nuove terre da conquistare,  nuovi nemici da sconfiggere…e a quel che dici non voglio credere!

 

LA MORTE

L’urlo del tuo cuore arriva forte e chiaro, ma ora ti racconterò un’antica leggenda, cosicché  tu non possa avere alcun dubbio su ciò che ti ho detto:

 

Un soldato, mentre festeggiava la fine della guerra tra canti e balli, vide che lo stavo guardando in mezzo alla folla

A quel punto corse dal re e gli chiese di salvarlo. Il re gli diede allora il suo miglior cavallo e il soldato partì di gran carriera, correndo disperatamente verso Samarcanda, in modo da evitarmi. Con suo grande rammarico, scoprì però che io ero ad aspettarlo proprio nella città dov’era fuggito. E allora  stupito mi chiese perché mi trovassi lì, visto che due giorni prima ero nella capitale, dove diceva che l’avevo guardato con malignità… “Io non ti stavo minacciando”, gli risposi, “ero solo sorpresa di vederti lì, visto che dovevo prenderti oggi qui, a Samarcanda!”

Questa storia può sembrarti una sorta di crudele ironia, però ti fa capire  che nessuno, dico nessuno,  può sfuggire al proprio destino… e neanche tu, il grande Roberto il Guiscardo!

Un giorno… non ora, non temere!  dovrai spogliarti di ogni bene e di ogni potere. Non potrai sfuggirmi in alcun modo, nessuno potrà salvarti!

Ti prenderò sotto il mio mantello … e insieme balleremo… il ballo della Morte!

 

CANZONE    SAMARCANDA E BALLETTO FINALE

 

                                                         FINE

                                                        FOTO DI GAETANO D'ANDREA

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5:27:00 PM / by / 0 Comments

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