11 gen 2018

Spartacus contro Roma

Do ora voce ad un canto verace
per narrare la storia di un valoroso trace.

Sopravvissuto all'orrore della guerra,
strappato dai Romani alla sua terra,
il giovane Spartacus,
impavido e temerario,
divenne ben presto un eroe leggendario.

A Capua, nella scuola di Batiato,
di tutti gli schiavi il più forte,
polvere e sangue nell'arena mangiava,
e il desiderio di vendetta e di libertà
sempre più lo dilaniava.

Era il 71 a.C.
Con fermo intento ed alto sdegno
con Crisso, Enomao e 70 schiavi
vestì gli abiti della guerra
e sul Vesuvio fuggì...
lì dove arde la terra.

Ingrossò le sue file
 con migliaia di schiavi,
contadini e pastori, 
dopo aver sconfitto
le locali guarnigioni.

Per l'ombra
 conduceva
sentieri battuti
 nell'interno folto,
e dove buon posto sembrava,
avea rifugio tolto.

Per nulla arrestava
il prode campione,
pieno di fuoco,
voglioso d'ardimento
 e d'azione.

Ma il seme della discordia
cominciò a serpeggiare...
Contro la sua volontà
Crisso ed Enomao
la Lucania e la Calabria
vollero occupare,
mentre Spartacus verso Nord
decise di avanzare.

Nella battaglia del Gargano,
insieme ai ribelli Galli e Germani,
Crisso fu ucciso dai Romani.
Inseguito poi Spartacus
verso l'Appennino tosco-emiliano,
in più battaglie fu sconfitto
l'esercito romano.

Dopo numerosi e cruenti scontri,
giunse l'ora della resa dei conti.
Nella Palude Lucana 
Crasso affrontò Spartacus
con otto legioni,
seppur decimate
da punitive e mortali bastonate.

Tutt'intorno traluceva 
il luccichio dell'armi,
placida ondeggiava
 l'oscura nube della morte:
questo era il destino
che per il trace 
avea in serbo la sorte!

Soffiavano e tumultuavano
 i venti: 
oh, come si piegava
la selva
e come si gonfiava il torrente!

Con impeto si affrontarono
a colpi di spada, combattendo
come forsennati...
finchè tanti furono uccisi,
ed altri catturati,

Ma a dispetto dell'armi e delle pene,
sebben giungesse
 l'ora del castigo,
fiero e indomito
scorreva il sangue dalle vene.

In cos'altro consta l'essere invincibile,
se non nell'indomito valore
imposto da un odio 
inestinguibile?
La battaglia fu perduta,
ma il coraggio di mai sottomettersi
è sopravvissuta.

Com'è rapida la vita, com'è indocile di freno:
il destino che l'incìta
 le dà il volo di un baleno:
degno premio fu a quei prodi
 l'agognata libertà,
nè di gloria la sconfitta
giammai li priverà!!!

Hic et nunc (qui ed ora)
su questa grande scacchiera
 vedete ora schierati
gli uni contro gli altri armati,
da un lato i Romani
protetti in lucidi elmi,
dagli scudi forti e dal sacrato bando,
e dall'altro Spartacus, Crisso, Enomao
ed altri schiavi,
pronti a portare in alto i cuori
per riprendersi gli allori
dell'amata libertà.
L'arroganza del potere
contro l'ardire
di mai sottomettersi e cadere,
perchè alla libertà
non si può rinunciare...
la si può solo respirare!
Ma qui per conquistarla
non si dovrà morire.
Ora si lotterà solo...
per farci divertire!!!


Premiazione

Finita  la sfida
a singolar tenzone
siamo alfin giunti alla premiazione!
Dovuti son gli onori ai vincitori,
e ai vinti i vostri applausi a profusione.
Che la gioia asciughi il pianto,
disperda l'ira e fughi il dolore
e la pace e la speranza
sian dimora di ogni cuore!

Foto di Sonia Andreioli

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