In ogni tragedia che sconvolge la nostra povera Italia c'è un denominatore comune, un invito ricorrente da parte dei politici: quello di non speculare sui morti, quello del " non è il momento delle polemiche, ma di essere tutti uniti nel fronteggiare le emergenze". Invece no. E' proprio quello il momento di fare domande e pretendere risposte, prima che le une e le altre si perdano nei meandri di una giustizia lunga, abulica, inefficiente Il nostro Stato sembra una mamma pronta a perdonare (soprattutto le proprie colpe) e a differire nel tempo qualsiasi resa dei conti. Perdonare...Perchè? Come? Non si può stare sempre ad osservare gli eventi senza sentirsene coinvolti, non si può restare chiusi nel proprio piccolo mondo ovattato, come particelle staccate perse dietro le necessità e le rivendicazioni personali. Facciamo quotidianamente un pò di ginnastica dell'anima per sentirci parte del tutto, parte della nostra comunità, abbiamo il coraggio di pretendere che venga fatta giustizia per ogni morte ingiusta, per ogni offesa ricevuta... Smettiamo di subirlo, questo mondo... di non atrofizzare le nostre emozioni.e, soprattutto, comportiamoci coraggiosamente da quello che siamo: persone vive, con più coraggio che paure!
4:43:00 PM
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by
Lina Rizzo
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